| DISPLASIA |
| Gli Appunti di Cica - Appunti di Cica |
|
Le modalità di insorgenza e l'espressione dei segni clinici variano considerevolmente nei pazienti affetti da displasia dell'anca.
Solitamente si osserva riluttanza del soggetto al movimento, nell'intento di salvaguardare l'anca dolente. Alcuni segni clinici sono la modificazione della modalità della corsa con un movimento che diminuisca l'escursione articolare (corsa da lepre), difficoltà nel passaggio dal decubito alla stazione, riluttanza nel cambiare posizione, dolore alla manipolazione dell'articolazione coxo-femorale. Esiste una serie di fattori che influenza la manifestazione dei segni clinici, il più importante dei quali è rappresentato dall'età del cane. Sono pochi i cuccioli che mostrano dolore nei primi mesi di vita anche se diventano gravemente affetti da displasia nel corso dello sviluppo. La maggior parte dei cani portatori di displasia, dopo aver portato a termine "la prima fase di sviluppo anomalo dell'anca", cammina e corre senza difficoltà e senza evidenti segni che indichino sofferenza. Nei casi meno gravi la malattia può essere del tutto asintomatica. Il dolore può comparire improvvisamente dopo salti e arrampicate o rendersi evidente alla palpitazione degli arti posteriori. L'eventuale grado di zoppia può variare da moderato (zoppia solo dopo esercizio molto faticoso) a estremamente grave in cui il cane non è in grado di mantenere la stazione quadrupedale. Nei cani adulti e/o anziani, il dolore è associato a fenomeni artrosici; si nota tendenza a stare seduto, masse muscolari atrofiche, rigidità nell'andatura, accorciamento del passo, segni che da intermittenti divengono costanti. L'entità e/o la comparsa del dolore è quindi strettamente correlata alla gravità (nello stato attuale) della patologia. Tralasciando per un attimo le procedure chirurgiche, prendiamo in considerazione quelle accortezze e ragionevoli cure che permettono al nostro "amico" di condurre una vita normale.
Alcuni trattamenti prevedono la limitazione dell'apporto energico e di calcio nella dieta per garantire uno sviluppo più lento dello scheletro che proceda di pari passo con lo sviluppo muscolare, metodo da adottare dietro consiglio veterinario, come del resto qualsiasi farmaco per ridurre il dolore e l'infiammazione associata all'artrite degenerativa (vedi paziente anziano).
Patogenesi : Il periodo critico *nello sviluppo dell'articolazione coxo-femorale* è compreso entro i primi mesi di età: a partire dal midollo cartilagineneo, il tessuto osseo non si è ancora completamente formato, muscoli e nervi non sono ancora sviluppati pienamente e i tessuti molli dell'anca, ancora plastici, possono essere sollecitati oltre i loro limiti di elasticità. Ne deriva instabilità articolare con perdita della congruità fra acetabolo e testa del femore, sublussazione della testa del femore, erosione della cartilagine articolare, ispessimento della sinoviale, comparsa di formazione esofitiche, rimodellamento osseo ed artrosi nelle fasi più avanzate della displasia dell'anca. La perdita di coesione della cartilagine con la superficie articolare può avvenire già dai primi mesi d'età; la lassità articolare conduce ad una dislocazione cranio-dorsale della testa femorale con un conseguente maggior carico sulla porzione mediale della testa e sul margine cranio- mediale dell'acetabolo. Questa pressione anormale, in un cucciolo di pochi mesi e già pesante, determina un ritardo nello sviluppo normale dell'acetabolo, con arrotondamento dei margini. Le superfici articolari vanno incontro a sclerosi nel tentativo di stabilizzare l'anca; si verificano inoltre un ispessimento del collo del femore, formazione di osteocondrofiti sul medesimo e di cisti ossee subcondrali. |






Please wait...



