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LA GIARDIASI
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LA GIARDIA, QUESTA SCONOSCIUTA

Pochi proprietari di cani hanno sentito parlare di questo infido protozoo dall’aspetto quasi elegante – visto al microscopio elettronico sembra una graziosa medusetta – ma dagli effetti decisamente poco simpatici.
Eppure l’infestazione da Giardia non solo è diffusa in tutto il mondo, ma può colpire anche l’uomo, causando problemi enterici anche piuttosto seri specie nei cuccioli e nei bambini al di sotto dei due anni (che sono quelli più a rischio per la loro abitudine di mettere tutto in bocca).
Quindi, nonostante la Giardia si trovi praticamente ovunque, è caldamente consigliabile rispettare norme igieniche piuttosto rigorose qualora si abbia un cane in cui è stata diagnosticata la malattia.
Bisogna lavarsi accuratamente le mani dopo la rimozione delle feci ed è consigliabile evitare di portare i cani in luoghi frequentati dai loro simili, specie se cuccioli (parchi, campi di addestramento ecc.). Solo dopo il trattamento antiparassitario il cane potrà riprendere tutte le sue normali attività.

Il tipo di Giardia che infesta cani e persone è la Giardia Lamblia, che deve il suo nome ad Alfred Mathieu Giard (1846-1908), tassonomista della Sorbona (Parigi): in realtà il protozoo era già stato isolato molto tempo prima, nel 1681, da Antony van Leeuwenhoek che lo aveva osservato nelle proprie feci e l’aveva descritto come “un animaletto”.
Risale al 1859 il primo caso di infestazione sintomatica descritto da Vilem Lambl (da cui la seconda parte del nome).
Nel 1952 vennero riconosciuti tre distinti ceppi: G. agilis, G. muris e G. duodenalis o intestinalis (o Lamblia).
La G. muris infesta roditori, uccelli e rettili, mentre la G. agilis colpisce gli anfibi.
La G. Lamblia, oltre a cane e uomo, può infestare cavalli, bovini, suini e gatti.
Dal 1979 la Giardia è stata inserita ufficialmente dall’OMS tra i possibili agenti di zoonosi, anche se in realtà sarebbe più corretto parlare di…”umanosi”, visto che è proprio l’uomo il principale serbatoio di infezione e che i cani si infestano assai frequentemente proprio ingerendo feci umane.

Sia nell’uomo che nel cane, fortunatamente, la Giardia è spesso ben tollerata e asintomatica: la vera e propria malattia, detta giardiasi, si manifesta solo nel 10% dei soggetti infestati.
In condizioni igieniche insufficienti, specie se in concomitanza con una situazione immunitaria imperfetta, la Giardia può però manifestarsi in tutta la sua pericolosità causando vere e proprie epidemie.
Oltre alle feci, terreno e acque possono essere contaminate da forme attive di Giardia (trofozoiti) incistate, che possono sopravvivere nell’intestino per alcune settimane e vangono espulse a ritmo intermittente.
I soggetti parassitati (sintomatici o asintomatici) eliminano con le feci una grande quantità di cisti (fino ad un milione per grammo di feci) per diversi mesi.
Le cisti sono ovoidali e tetranucleate (nelle forme immature sono binucleate), presentano parete sottile ed hanno diametro di 8-13 µm. Ne bastano 10 per provocare l’infezione.
I trofozoiti sono ben difesi dagli agenti esterni e quindi perdurano a lungo nell’ambiente: quando vengono ingeriti, però, i succhi gastrici rompono le pareti della cisti e il parassita viene liberato.
A questo punto va a colonizzarsi nell’intestino tenue e a volte (più raramente) anche nel crasso: se l’infestazione è massiva diventa ben presto sintomatica. I protozoi aderiscono sulla superficie della mucosa intestinale, senza penetrarvi, provocando un’interferenza nei meccanismi fisiologici di assorbimento.

SINTOMI
Sia nell’uomo che nel cane il sintomo principale è la diarrea intermittente, accompagnata da dolori addominali, feci maleodoranti e di scarsa consistenza, flatulenza, malassorbimento intestinale e, nei casi più gravi, febbre, vomito, anemia, steatorrea (presenza di grasso nelle feci), diminuzione del peso corporeo. In pazienti immunocompromessi possono verificarsi anche manifestazioni extraintestinali quali orticaria, dermatite, artrite, affezioni delle vie biliari.
Nel cane va sospettata una giardiasi soprattutto quando si ha una concomitanza di diarrea intermittente, steatorrea e dimagramento nonostante l’appetito rimanga inalterato.

DIAGNOSI
Le cisti di Giardia Lamblia possono essere identificate all'esame microscopico diretto delle feci, sia a fresco (poco attendibile) che mediante tecnica di flottazione con solfato di zinco, che permette di evidenziare le cisti. Poiché l’escrezione del parassita avviene in modo intermittente, in caso di dubbio è bene ripetere l’esame delle feci in giorni diversi. Un altro metodo diagnostico è il riconoscimento degli antigeni del protozoo attraverso un test immuno-enzimatico (ELISA).

TERAPIA

Per il trattamento nel cane sono indicati:
a) Metronidazolo - 20-30 mg/kg due volte al giorno per almeno 5 giorni;
b) Fenbendazolo - 50 mg/kg in un’unica somministrazione; c) l’associazione Febantel-Pirantel-Praziquantel - 1-2 compresse ogni 10 kg di peso vivo per 3 giorni.

DISINFESTAZIONE AMBIENTALE
Per la disinfestazione ambientale, caldamente consigliata in presenza di un animale infestato e di altri soggetti a rischio, si possono utilizzare:
a) una soluzione di ozono gassoso disciolto in acqua. Il trattamento risulta efficace per un’esposizione alla concentrazione di 0,3 mg/l per 2 minuti;
b) ammoniaca: per l’inattivazione delle oocisti è necessaria la sospensione in soluzione al 5% per 20 minuti.

 

 
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