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TRAUMI DA EVITARE
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Un cucciolo subisce la prima inibizione quando gli viene messo collare e guinzaglio; il piccolo, per sua indole, non li accetta, ma deve abituarsi a sopportare questa bardatura per mezzo della quale sarà tenuto sotto controllo. Fargli accettare il guinzaglio ed abituarcelo é il primo intervento educativo e dovrà avvenire senza procurare traumi all'allievo. E' sbagliato pretendere che ci segua di buon grado la prima volta che gli metteremo collare e guinzaglio, ma non é difficile ottenerlo in breve e senza intaccare la sua fiducia nei nostri confronti.

In primo luogo dovremo scegliere un collare ed un guinzaglio adeguati. Tutto deve essere proporzionato al cucciolo per età e razza. Non si deve, mettere un collare della lunghezza di sessanta/settanta centimetri ad un piccolo alano solo perché questo appartiene ad una razza di grossa taglia e, da adulto, la sua mole renderà necessario un collare di quella misura. Come per le altre razze non si deve usare un collare delle misure adatte ad un cane adulto: tutto deve essere in armonia con la taglia. Sarebbe come se una mamma facesse indossare al bambino un paio di scarpe due volte la misura del proprio piede, solo perché si prevede calzerà da adulto quel numero di scarpa.
Veniamo, quindi, alla tecnica che dovremo adottare per far accettare al cucciolo a farsi guidare dal guinzaglio ed a seguirci senza porre resistenza.

Il guinzaglio dovrà essere messo solo quando il cucciolo avrà accettato il collare. Solo allora potremo attaccare allo stesso una cordicella leggera della lunghezza di tre/quattro metri e lasciare libero il cucciolo di trascinarla dove meglio crede.
All'inizo camminerà in un modo strano e cioé di traverso rispetto alla cordicella che sta trascinando perché quest'ultima costituirà intralcio al suo movimento naturale. Non tarderà, però, a ricomporsi appena avrà capito che la cordicella non é un vero ostacolo, ma solo un disturbo. Quando il cucciolo ci passerà vicino raccoglieremo il capo della funicella e lo seguiremo nei suoi movimenti senza opporgli resistenza.

Se si ribella abbandoneremo il capo della cordicella lasciandolo di nuovo libero di trascinarla e cercheremo di creare l'occasione per ripetere l'operazione dopo alcuni minuti.

In questo modo dopo cinque/sei prove, che non richiederanno più di trenta minuti circa, avremo ottenuto che il cucciolo ci segua senza opporre resistenza e senza avergli procurato traumi da imposizione.
Trascinare il cucciolo perché impari a seguirci, è assolutamente errato ed é una imposizione da evitare perché interferirebbe negativamente nel corretto processo di socializzazione.
Un'altra occasione in cui, si possono creare traumi si verifica nel momento in cui giunto nella sua nuova casa, il cucciolo inizia a sporcare: allora lo si sgrida o ancora peggio lo si picchia, perché capisca che non deve sporcare in casa, ma non é questo assolutamente il modo corretto per farglielo capire.
Consideriamo che il cucciolo proviene da un ambiente dove era libero di fare ciò che voleva e quando voleva, non sa che nel nuovo ambiente dovrà comportarsi diversamente. Consideriamo anche che non é in grado di controllare le proprie esigenze fisiologiche. il che è dovuto alla tenera età, come del resto accade al bambino.
Ma anche in questo caso c'è un sistema corretto per educare il cane ad essere pulito in appartamento. Prima di portarlo la prima volta, in casa, dobbiamo accertarci che abbia già soddisfatto le proprie esigenze fisiologiche all'esterno. Dopo ciò potrà essere lasciato libero in casa perché faccia conoscenza con il nuovo ambiente; trascorsi quindici/venti minuti lo legheremo con una catenella lunga circa cinquanta/sessanta centimetri alla sua cuccia, preparata in precedenza. Teniamo presente che nessun soggetto anche se cucciolo, soddisfa le proprie esigenze negli spazi che lui riconosce come suo giaciglio.
Perché con una catenella e non con il guinzaglio? Il motivo è semplice, una volta legato il cucciolo cercherà di liberarsi, prima cercando di tirare con forza, poi cercando di mordere la catenella che limita la sua libertà di movimento; quando avrà capito che tutti i suoi sforzi sono inutili desisterà e si tranquillizzerà. Se, invece, sarà usato il guinzaglio o una funicella che il piccolo riesca a rompere mordendoli non avrà difficoltà a capire quale é il mezzo da usare per liberarsi una volta legato.
Questo è per il cucciolo un esercizio di costrizione, necessario per la sua educazione, e deve essere fatto nella forma più corretta in funzione della socializzazione in atto, evitando cioè ulteriori traumi.
Se useremo la catenella, anche mordendola, per il cucciolo non sarà possibile liberarsi nonostante tutti i suoi sforzi; in poco tempo, allora, desisterà da qualsiasi altro tentativo e avremo in questo modo ottenuto un grosso risultato anche per il futuro quando si presenterà - da adulto - la necessità di legarlo. In questo caso non ci servirà più una catena, ma sarà sufficiente un guinzaglio oppure solo un pezzo di spago e il cane rimarrà fermo senza cercare di liberarsi (condizionamento).
Completiamo il modo di insegnare al cucciolo di essere pulito in casa.
Abbiamo detto che legato vicino alla cuccia, nello spazio riservato al suo riposo difficilmente soddisferà le sue esigenze fisiologiche. Quando comincerà ad essere sofferente e, avrà il comportamento tipico di voler soddisfare esigenze fisiologiche, allora lo liberemo prendendolo in braccio e lo porteremo fuori in giardino e solo dopo lo riaccompagneremo in casa lasciandolo ancora libero per quindici/venti/venticinque minuti per poi legarlo nuovamente vicino alla sua cuccia con la catenella, ripetendo al momento opportuno l'azione prima descritta. Questi tempi devono essere allungati per gradi, perché il cucciolo si deve abituare a controllare i propri stimoli e per questo deve essere aiutato, proprio come viene fatto per un bambino.
Le prime volte il cucciolo deve essere portato in braccio e non accompagnato fuori, per evitare che soddisfi le proprie necessità prima di giungere in giardino; sarà sufficiente prenderlo in braccio le prime due volte. Il cucciolo non tarderà ad abituarsi alla catena e non dimostrerà più insofferenza a questa costrizione, diventerà - allora - molto più facile comprenderlo perché esternerà insofferenza solo in relazione agli stimoli fisiologici.
Se si avrà il tempo e la pazienza di seguire diligentemente questa tecnica di insegnamento, in breve non ci sarà più la necessità di legare il cucciolo alla catena: il cucciolo imparerà facilmente e senza aver subito inutili punizioni, che in casa non deve sporcare perciò, quando ne sentirà il bisogno, sarà lui stesso a farcelo capire dirigendosi verso la porta d'uscita ed attendendo di essere accompagnato fuori.
 
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